GIOCO D'AZZARDO - DELIMITAZIONE DEI LUOGHI SENSIBILI

La LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 21/10/2013 NORME PER LA PREVENZIONE E IL TRATTAMENTO DEL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO e la successiva DGR 24/01/2014 N. X/1274 “DETERMINAZIONE DELLA DISTANZA DAI LUOGHI SENSIBILI PER LA NUOVA COLLOCAZIONE DI APPARECCHI PER IL GIOCO D'AZZARDO LECITO”, hanno disciplinato in materia.

La Giunta Comunale, con deliberazione n. 40 del 29/03/2017, ha approvato la PLANIMETRIA CON INDIVIDUAZIONE AREE PRECLUSE A NUOVE INSTALLAZIONI, con individuazione dei luoghi sensibili di Verolavecchia.

Allegati:

 

IL PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO

Il Piano di governo del territorio (abbreviato in PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto nella Regione della Lombardia dalla Legge Regionale n. 12 dell'11 marzo 2005 della Lombardia. Il PGT ha sostituito il Piano regolatore generale come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l'assetto dell'intero territorio comunale.
Salvo deroghe, la legge prevedeva che tutti i comuni lombardi si dotassero di un PGT entro marzo 2009. A quella data solo il 5% dei 1.546 Comuni lombardi ha adottato il PGT. Il Consiglio regionale, preso atto della situazione, ha prorogato il termine al 31 marzo 2010 e successivamente di proroga in proroga (31/07/2011, 31/12/2013, ecc.) l'ultimo termine era fissato al 30 luglio 2014.

Il PGT si compone di 3 atti distinti:

Il DOCUMENTO DI PIANO definisce il quadro generale della programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT. Il documento di piano deve anche prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale. Questo documento deve anche evidenziare eventuali beni storici o ambientali di particolare interesse. Il documento di piano ha anche lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune. Tipicamente il documento di piano è il primo atto nella stesura del PGT.

Il PIANO DEI SERVIZI definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita. Il piano dei servizi deve tenere conto della popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano. Il piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi. Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall'entrata in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel programma triennale delle opere pubbliche. La Legge regionale lombarda n.12 dell'11 marzo 2005 prevede che, per comuni inferiori a 20.000 abitanti, sia possibile redigere un piano dei servizi intercomunale.

Il PIANO DELLE REGOLE definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e in questo assomiglia un po' al Piano regolatore generale. In particolare individua le aree destinate all'agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e le aree che saranno soggette a trasformazione urbanistica. Il piano delle regole definisce anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili.

Il Piano di Governo del Territorio di VEROLAVECCHIA è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 19.10.2011  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 12 in data 21.03.2012 (Data efficacia)

1^ VARIANTE al Piano del Governo del Territorio in seguito all’approvazione del Piano Alienazioni e Valorizzazioni con Delibera del C.C. n°10 del 15/03/2017 con pubblicazione dell’avviso di  avvenuta approvazione sul B.U.R.L. n. 46 del 15/11/2017

Le TAVOLE MODIFICATE, saranno contraddistinte con la nota (*Modificata), mentre quelle oggetto di VARIANTE sono allegate in fondo all'elenco e saranno contraddistinte con la nota (*Variante).

 

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STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO

IL RETICOLO IDRICO MINORE

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

PARCO FIUME STRONE

SUAP

Allegati:

IL RETICOLO IDRICO MINORE

Appartengono al reticolo idrico superficiale i canali e i corsi d’acqua che siano rappresentati nelle carte catastali e/o nelle cartografie ufficiali (IGM, CTR, DBT), anche non più attivi. Una volta proceduto alla ricognizione del reticolo idrico superficiale è necessario classificare i canali e corsi d’acqua in:

A. Naturali:

  1. i corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche
  2. i corsi d'acqua di origine naturale estesi verso monte fino alle sorgenti, anche se interessati da opere ed interventi di sistemazione idraulica realizzati dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici


B. Artificiali: 

  1. i canali di bonifica realizzati dalla pubblica amministrazione direttamente o mediante i Consorzi di Bonifica 
  2. i canali realizzati come opere idrauliche dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici 
  3. tutti gli altri canali da individuare come demaniali in base ad una specifica disposizione normativa 
  4. canali privati. 

Nella Tavola 1 è stato individuato l’intero reticolo idrografico e, nell’attribuzione delle competenze, è stato definito quello minore sulla base delle disposizioni della D.G.R. n. 7/7868 del 25.01.2002 e s.m.i.. In particolare, i corsi d’acqua inseriti nel reticolo idrico minore rispondono ad almeno uno dei seguenti criteri:

- sono individuati come demaniali nella cartografia catastale;

- sono stati oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici;

- sono rappresentati nella cartografia ufficiale (C.T.R. e I.G.M.);

- sono classificati pubblici e inseriti in specifici elenchi ai sensi del T.U. n. 1775/1933.

Per l’individuazione del reticolo idrico, oltre chea un rilievo diretto eseguito a piano campagna, sono state utilizzate sia le mappe del catasto terreni (N.C.T.) che quelle del cessato catasto disponibili presso gli uffici del Comune di Verolavecchia. Definendo e cartografando la rete idrografica è stata operata una logica semplificazione, escludendo da qualsiasi reticolo i canali funzionali ai singoli fondi agricoli (canali aziendali) all’interno dei quali la presenza d’acqua è solo saltuaria (stagione irrigua) o occasionale (eventi meteorici); al contrario, sono stati evidenziati quei corpi idrici la cui funzionalità idraulica e/o idrogeologica è elemento distintivo e/o di tutela per il territorio.

Il reticolo idrico presente sul territorio comunale è sinteticamente definito (in funzione della relativa competenza) nei seguenti elenchi:

Elenco 1

RETICOLO PRINCIPALE di COMPETENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA (allegato A della DGRL 01.10.2008 n. 8/8127)

BS001 Fiume Oglio

BS060 Fiume Strone

 

Elenco 2

RETICOLO MINORE di COMPETENZA DEL COMUNE DI VEROLAVECCHIA

VRV01 Acqua Troce

VRV02 La Testa

VRV03 Rio Fenilbasso

VRV04 Rio Lusignolo

VRV05 Roggia Aiguetta

VRV06 Roggia Arrivabene

VRV07 Roggia Cesaresca

VRV08 Roggia Mulino

VRV09 Roggia Provaglia

VRV10 Roggia Ugona

VRV11 Scolmatore dell’Acqua Troce

VRV12 Seriola Molino

VRV13 Vaso Fiume

VRV14 Vaso Lusignolo

 

Il R.I.M. Reticolo Idrico Minore è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 35 del 27.07.2009  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 6 in data 09.02.2011 (Data efficacia)

Allegati:

 

STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO

Del presente Studio Geologio Idrogeologico e Sismico sono stati analizzati gli aspetti sismici relativi al territorio comunale di Verolavecchia, come previsto dalla D.G.R. n. 8/7374 del 28 maggio 2008 recante “Aggiornamento dei criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del piano di governo del territorio in attuazione dell’art. 57 della L.R. n. 11 marzo 2005 n. 12”.
Sulla base degli esiti dell’analisi della componente sismica è stata aggiornata anche la “Carta di fattibilità geologica delle azioni di piano”: al mosaico della fattibilità, infatti, dovrebbero essere sovrapposte, con apposito retino, le aree soggette ad amplificazione sismica desunte dall’analisi specifica. Considerata la generale pericolosità sismica locale, tuttavia, per evitare l’apposizione di un reticolo uniforme che avrebbe ricoperto l’intera superficie comunale rendendo difficilmente leggibile la carta di fattibilità, lo scenario di pericolosità è stato solamente richiamato con apposita nota all’interno della legenda.
Ulteriore elemento oggetto di revisione è stata la cartografia dei vincoli di natura geologica, dalla quale scaturiscono elementi di fondamentale importanza per la costruzione del Documento di Piano e del Piano delle Regole. In particolare, gli elementi modificati rispetto alla cartografia geologica del 2003 sono:
1. il reticolo idrico minore e le relative fasce di rispetto, di recente definizione come da specifico elaborato redatto ai sensi della DGR 7868/2002 e s.m.i.;
2. le fasce di rispetto delle strutture di captazionea scopi acquedottistici.
In relazione a quest’ultimo aspetto si precisa che il pozzo in prossimità del plesso scolastico è stato chiuso (con conseguente decadimento delle fasce di tutela e di rispetto) mentre è stato perforato un nuovo pozzo (all’interno del centro abitato) per il quale la fascia di rispetto è stata ridotta a un raggio di 10 m, facendola coincidere con quella di tutela assoluta.
Le Norme Geologiche di Attuazione di cui al presente elaborato sono quelle già vigenti sul territorio comunale di Verolavecchia, redatte nel maggio 2003 e approvate dalla Regione Lombardia: si è proceduto quindi alla trascrizione delle stesse norme all’esclusivo scopo di renderne più agevole la consultazione all’interno degli elaborati del Piano di Governo del Territorio, modificandone esclusivamente i riferimenti normativi generali.

Lo Studio Geologio Idrogeologico e Sismico è stato approvato contestualmente al Piano di Governo del Territorio di VEROLAVECCHIA con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 19.10.2011  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 12 in data 21.03.2012 (Data efficacia)

 

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

La Zonizzazione Acustica del Territorio è stata approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n°  del  

 

Allegati:

PARCO FIUME STRONE

Comunemente si dice che il fiume Strone nasce dal laghetto di Scarpizzolo (S.Paolo). In realtà, osservando le carte tecniche regionali si nota che nel Laghetto si immettono lo Strone Basso o Stronello e il Fosso Strone.

Lo Strone Basso nasce da sorgenti in località Corno a Nord di Scarpizzolo. Il Fosso Strone deriva dalla confluenza delle rogge Torcola e Fenarola nella quale confluisce la roggia Provaglia. La Fenarola nasce nella frazione di Gerolanuova in una località situata tra l'ex-cascina Mangiaine e la cascina Celeste.

Dal Laghetto lo Strone scende a Cadignano e con corso molto tortuoso passa fra Scorzarolo e Verolavecchia per giungere, dopo un percorso di circa 10 Km, a Verolanuova.

L'ultimo tratto del fiume, di circa 8 Km, fra Verolanuova e lo sbocco sull'Oglio, è accidentato e con notevole pendenza. Lo Strone ha inizialmente piccole dimensioni e diventa via via più grande, per l'apporto di vari affluenti.

E' alimentato da rogge, da risorgive e da colatori irrigui: dalla roggia Fiumazzo nei pressi di Cadignano e dal Rio Lusignolo, che va ad incanalarsi nella Seriola del Molino prima di immettersi nello Strone dopo Scorzarolo. A Verolanuova viene alimentato dalla roggia Gambaresca.

Presso la Cascina Vincellate viene deviato con la "seriola comunale di Pontevico", destinata all'irrigazione. E' definito uno scolmatore naturale, con ampio paleoalveo.

Per le particolari ed importanti caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche è stato istituito il Parco Sovra comunale del fiume Strone, comprendente l'intero corso del fiume e le relative zone golenali.

La Moia a Verolavecchia

Il Parco Locale d'Interesse Sovraccomunale Fiume Strone, è un arealtà compresa nei territori dei Comuni di San Paolo, Verolanuova, Verolavecchia e Pontevico.

Con Deliberazione della Regione Lombardia in data 21/02/1990 n° 4/51888, ai sensi dell'Art. 34 della L.R. 86/1983 è stato riconosciuto come Parco Sovraccomunale.

Il Piano Particolareggiato di Attuazione delle norme è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n° in data 29/05/1990.

 

Allegati:

MODULISTICA UNIFICATA NAZIONALE

MODULISTICA UNIFICATA NAZIONALE

nuovi moduli edilizi unificati e standardizzati, approvati il 4 maggio e il 6 luglio 2017 in Conferenza Unificata, con Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali, sono stati adeguati alle normative regionali e approvati con deliberazione della Giunta regionale n. 6894 del 17 luglio 2017.

I Comuni hanno l’obbligo di adottare i moduli unificati e standardizzati approvati da Regione Lombardia e di adeguare i propri.

nuovi moduli edilizi regionali allegati alla delibera sono i seguenti:

  • Comunicazione di Inizio Lavori - CIL (Allegato 1)
  • Modulo unico da compilare a cura del titolare (Allegato 2)
  • Relazione tecnica di Asseverazione da compilare a cura del professionista (Allegato 3)
  • Soggetti coinvolti (Allegato 4)
  • Comunicazione di fine lavori (Allegato 5)
  • Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata - CILA (Allegato 6)
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA (Allegato 7)
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività alternativa al permesso di costruire - SCIA Alternativa (Allegato 8).
  • Permesso di costruire - PdC (Allegato 9)
  • Segnalazione Certificata per l’Agibilità - SCIA per l’Agibilità (Allegato 10)

Tutti i Modelli disponibili possono essere scaricati qui: MODULISTICA EDILIZIA UNIFICATA

Con la stessa delibera sono abrogati i moduli regionali precedentemente approvati con le delibere n. 3543 dell’8 maggio 2015 (CIL, CILA), n. 4601 del 17 dicembre 2015 (Dichiarazione di Inizio Attività - DIA) e n. 5909 del 28 novembre 2016 (PdC).

Riferimenti Normativi:

B.U.R. Lombardia, serie ordinaria n. 30 del 29.07.2017, "Modulistica edilizia unificata e standardizzata: adeguamento alle normative specifiche e di settore di Regione Lombardia dei contenuti informativi dei moduli nazionali per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività edilizia" (deliberazione G.R. 17.07.2017 n. 6894).

B.U.R. Lombardia, serie ordinaria n. 30 del 24.07.2017, "Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia" (circolare regionale 20.07.2017 n. 10).

Per approfondimenti si veda anche l'apposita pagina web della Regione Lombardia.

 

L'ORGANIZZAZIONE DEI DATI

Il modulo della SCIA

Il modulo della SCIA (compresa la SCIA alternativa al permesso di costruire) è organizzato in due sezioni: la prima è dedicata ai dati, alla segnalazione e alla dichiarazione del titolare (proprietario, affittuario etc.); la seconda parte è riservata alla relazione di asseverazione del tecnico: un percorso guidato indica tutte le possibili opzioni connesse alla realizzazione del progetto quando, contestualmente alla SCIA, è necessario presentare altre segnalazioni o comunicazioni (SCIA unica) o richiedere l’ acquisizione degli atti di assenso (SCIA condizionata). Infine una lista di controllo: il quadro riepilogativo della documentazione, che può essere essere generato “in automatico” dal sistema informativo, consente di verificare la presenza degli allegati necessari.
Questa modulistica, implementata su sistema informativo, consentirà a tecnici e cittadini di selezionare e compilare solo le opzioni di proprio interesse, creando un percorso telematico guidato e personalizzato.

I moduli della CILA e dell’Agibilità

I modulo della CILA e quello dell’agibilità sono più snelli e raccolgono in un unico documento le dichiarazioni del titolare, l’ asseverazione del tecnico e la lista di controllo (quadro riepilogativo).
Se, contestualmente alla CILA, sono necessarie altre comunicazioni, segnalazioni o autorizzazioni, i tecnici potranno compilare gli apposito campi (utilizzando le informazioni contenute nella relazione della SCIA e nella relativa lista di controllo).

Gli altri moduli

Completano il quadro il modello della comunicazione di fine lavori e quello per l’ inizio lavori per le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, che vanno rimosse entro 90 giorni.

L’allegato soggetti coinvolti

Infine, vi è un allegato comune a CILA, SCIA e CIL per i “soggetti coinvolti” e cioè gli altri eventuali titolari (ad es. i comproprietari), il tecnico incaricato e il direttore dei lavori ove previsti.

LE NOVITÀ

La modulistica per i titoli abilitativi edilizi, già adottata con precedenti accordi, viene adeguata alle novità introdotte dai decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016. Viene inoltre adottata la modulistica per SCIA ai fini dell’agibilitàche consentirà di eliminare i circa 150.000 certificati di agibilità che ogni anno sono rilasciati in Italia.

Tutto quello che non può più essere richiesto a cittadini e imprese

  • Non possono più essere richiesti certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede (per esempio i precedenti titoli abilitativi edilizi, gli atti di proprietà, la visura catastale e il DURC), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione (articolo 18, legge n. 241 del 1990).
  • Non è più richiesta la presentazione delle autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività. Ci pensa lo sportello unico del Comune ad acquisirle: è sufficiente presentare una domanda(CILA o SCIA più autorizzazioni)o le altre segnalazioni/comunicazioni in allegato alla SCIA unica (CILA e SCIA più altre segnalazioni o comunicazioni). In questo modo l’Italia si adegua al principio europeo secondo cui “l’amministrazione chiede una volta sola” (“Once only”).

 

SUAP

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) è uno strumento pensato per semplificare le relazioni tra le imprese e la Pubblica Amministrazione.

Possono accedere al SUAP tutte le imprese che producono beni o servizi, comprese quelle che svolgono attività agricole, commerciali, artigianali, turistiche ed alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, e quelle di telecomunicazioni.

L’imprenditore ha ora un unico interlocutore: lo sportello unico del Comune dove intende svolgere la propria attività, per qualsiasi procedimento amministrativo relativo a localizzazione, ampliamento, cessazione, riattivazione, riconversione e ristrutturazione della propria attività produttiva e dei relativi impianti.

Il SUAP avvia e segue i procedimenti amministrativi conseguenti alla richiesta dell’impresa presso tutti gli Enti coinvolti (Comune, Provincia, ASL, ARPA, Vigili del Fuoco, ecc.) senza che l’imprenditore debba rivolgersi separatamente a ciascuna delle amministrazioni.

La legge prevede che tutte le comunicazioni con il SUAP avvengano per via telematica, facendo uso della Posta elettronica certificata (PEC) e della firma digitale. Le comunicazioni d'inizio attività indirizzate agli uffici SUAP (DIA e SCIA), se contemporanee alla Comunicazione Unica (ComUnica) possono essere presentate presso la Camera di Commercio, che le inoltrerà al SUAP competente.

ACCEDI AL PORTALE

 

VALORI DELLE AREE EDIFICABILI

VALORI MINIMI DELLE AREE EDIFICABILI

Anno 2014  (DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N ° 18 del 16/04/2014)

Anno 2015  (DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N ° 30 del 22/07/2015)

Anno 2016  (DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N °   9 del 27/04/2016)

Anno 2017  (DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N ° 12 del 15/03/2017) riconferma dei valori approvati con D.C.C. n. 9/2016

CONTRIBUTO DI CONCESSIONE - ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE

COSTO DI COSTRUZIONE (Determina n. 269 del 07/12/2016)
A decorrere dal 1 gennaio 2017, ai sensi dell'articolo 16, comma 9, del dPR n. 380 del 2001 e articolo 48, commi 1 e 2, della L.R. n. 12 del 2005, l'aggiornamento del costo di costruzione, di cui alla deliberazione regionale n. 5/53844 del 31 maggio 1994, è di euro 406,05 al metro quadrato (€ 406,05/mq)

 

ONERI DI URBANIZZAZIONE (Deliberazione della Giunta Comunale n. 15 del 25/01/2012)
A decorrere dal 25 gennaio 2012, le tariffe degli oneri di urbanizzazione sono stati rivalutati dell'indice ISTAT (Comune di Classe 4.a - Abitanti: da 3.000 a 5.000), come da allegata tabella.

Allegati:

DIRITTI DI ISTRUTTORIA

DIRITTI DI ISTRUTTORIA (Deliberazione della Giunta Comunale n. 21 del 18/02/2015)
A decorrere dal 18 FEBBRAIO 2015, sono vigenti gli importi relativi all'applicazione del tariffario e dei diritti di istruttoria di competenza del settore Governo del Territorio e attività produttive, come da atti allegati.

Allegati:

Ufficio Urbanistica Edilizia Privata e Ambiente

PERSONALE

Geom. SALA CANDIDA
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Geom. MAFFEIS CRISTIAN
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INFORMAZIONI

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POSTA CERTIFICATA [ex D.P.R 11 febbraio 2005, n. 68]:
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SEDE: Piazza G. Verdi, 7 - PIANO PRIMO

TELEFONO: 0309360407 Centralino

FAX: 030931777 diretto

 

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

LUNEDI' 8.30 - 13.00 15.30 - 18.30
MARTEDI' 8.30 - 13.00  
MERCOLEDI' 8.30 - 13.00 15.30 - 19.00
GIOVEDI' 8.30 - 13.00  
VENERDI' 8.30 - 13.00  

 

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