STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO

Del presente Studio Geologio Idrogeologico e Sismico sono stati analizzati gli aspetti sismici relativi al territorio comunale di Verolavecchia, come previsto dalla D.G.R. n. 8/7374 del 28 maggio 2008 recante “Aggiornamento dei criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del piano di governo del territorio in attuazione dell’art. 57 della L.R. n. 11 marzo 2005 n. 12”.
Sulla base degli esiti dell’analisi della componente sismica è stata aggiornata anche la “Carta di fattibilità geologica delle azioni di piano”: al mosaico della fattibilità, infatti, dovrebbero essere sovrapposte, con apposito retino, le aree soggette ad amplificazione sismica desunte dall’analisi specifica. Considerata la generale pericolosità sismica locale, tuttavia, per evitare l’apposizione di un reticolo uniforme che avrebbe ricoperto l’intera superficie comunale rendendo difficilmente leggibile la carta di fattibilità, lo scenario di pericolosità è stato solamente richiamato con apposita nota all’interno della legenda.
Ulteriore elemento oggetto di revisione è stata la cartografia dei vincoli di natura geologica, dalla quale scaturiscono elementi di fondamentale importanza per la costruzione del Documento di Piano e del Piano delle Regole. In particolare, gli elementi modificati rispetto alla cartografia geologica del 2003 sono:
1. il reticolo idrico minore e le relative fasce di rispetto, di recente definizione come da specifico elaborato redatto ai sensi della DGR 7868/2002 e s.m.i.;
2. le fasce di rispetto delle strutture di captazionea scopi acquedottistici.
In relazione a quest’ultimo aspetto si precisa che il pozzo in prossimità del plesso scolastico è stato chiuso (con conseguente decadimento delle fasce di tutela e di rispetto) mentre è stato perforato un nuovo pozzo (all’interno del centro abitato) per il quale la fascia di rispetto è stata ridotta a un raggio di 10 m, facendola coincidere con quella di tutela assoluta.
Le Norme Geologiche di Attuazione di cui al presente elaborato sono quelle già vigenti sul territorio comunale di Verolavecchia, redatte nel maggio 2003 e approvate dalla Regione Lombardia: si è proceduto quindi alla trascrizione delle stesse norme all’esclusivo scopo di renderne più agevole la consultazione all’interno degli elaborati del Piano di Governo del Territorio, modificandone esclusivamente i riferimenti normativi generali.

Lo Studio Geologio Idrogeologico e Sismico è stato approvato contestualmente al Piano di Governo del Territorio di VEROLAVECCHIA con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 19.10.2011  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 12 in data 21.03.2012 (Data efficacia)

 

IL RETICOLO IDRICO MINORE

Appartengono al reticolo idrico superficiale i canali e i corsi d’acqua che siano rappresentati nelle carte catastali e/o nelle cartografie ufficiali (IGM, CTR, DBT), anche non più attivi. Una volta proceduto alla ricognizione del reticolo idrico superficiale è necessario classificare i canali e corsi d’acqua in:

A. Naturali:

  1. i corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche
  2. i corsi d'acqua di origine naturale estesi verso monte fino alle sorgenti, anche se interessati da opere ed interventi di sistemazione idraulica realizzati dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici


B. Artificiali: 

  1. i canali di bonifica realizzati dalla pubblica amministrazione direttamente o mediante i Consorzi di Bonifica 
  2. i canali realizzati come opere idrauliche dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici 
  3. tutti gli altri canali da individuare come demaniali in base ad una specifica disposizione normativa 
  4. canali privati. 

Nella Tavola 1 è stato individuato l’intero reticolo idrografico e, nell’attribuzione delle competenze, è stato definito quello minore sulla base delle disposizioni della D.G.R. n. 7/7868 del 25.01.2002 e s.m.i.. In particolare, i corsi d’acqua inseriti nel reticolo idrico minore rispondono ad almeno uno dei seguenti criteri:

- sono individuati come demaniali nella cartografia catastale;

- sono stati oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici;

- sono rappresentati nella cartografia ufficiale (C.T.R. e I.G.M.);

- sono classificati pubblici e inseriti in specifici elenchi ai sensi del T.U. n. 1775/1933.

Per l’individuazione del reticolo idrico, oltre chea un rilievo diretto eseguito a piano campagna, sono state utilizzate sia le mappe del catasto terreni (N.C.T.) che quelle del cessato catasto disponibili presso gli uffici del Comune di Verolavecchia. Definendo e cartografando la rete idrografica è stata operata una logica semplificazione, escludendo da qualsiasi reticolo i canali funzionali ai singoli fondi agricoli (canali aziendali) all’interno dei quali la presenza d’acqua è solo saltuaria (stagione irrigua) o occasionale (eventi meteorici); al contrario, sono stati evidenziati quei corpi idrici la cui funzionalità idraulica e/o idrogeologica è elemento distintivo e/o di tutela per il territorio.

Il reticolo idrico presente sul territorio comunale è sinteticamente definito (in funzione della relativa competenza) nei seguenti elenchi:

Elenco 1

RETICOLO PRINCIPALE di COMPETENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA (allegato A della DGRL 01.10.2008 n. 8/8127)

BS001 Fiume Oglio

BS060 Fiume Strone

 

Elenco 2

RETICOLO MINORE di COMPETENZA DEL COMUNE DI VEROLAVECCHIA

VRV01 Acqua Troce

VRV02 La Testa

VRV03 Rio Fenilbasso

VRV04 Rio Lusignolo

VRV05 Roggia Aiguetta

VRV06 Roggia Arrivabene

VRV07 Roggia Cesaresca

VRV08 Roggia Mulino

VRV09 Roggia Provaglia

VRV10 Roggia Ugona

VRV11 Scolmatore dell’Acqua Troce

VRV12 Seriola Molino

VRV13 Vaso Fiume

VRV14 Vaso Lusignolo

 

Il R.I.M. Reticolo Idrico Minore è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 35 del 27.07.2009  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 6 in data 09.02.2011 (Data efficacia)

Allegati:

 

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

La Zonizzazione Acustica del Territorio è stata approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n°  del  

 

Allegati:

PARCO FIUME STRONE

Comunemente si dice che il fiume Strone nasce dal laghetto di Scarpizzolo (S.Paolo). In realtà, osservando le carte tecniche regionali si nota che nel Laghetto si immettono lo Strone Basso o Stronello e il Fosso Strone.

Lo Strone Basso nasce da sorgenti in località Corno a Nord di Scarpizzolo. Il Fosso Strone deriva dalla confluenza delle rogge Torcola e Fenarola nella quale confluisce la roggia Provaglia. La Fenarola nasce nella frazione di Gerolanuova in una località situata tra l'ex-cascina Mangiaine e la cascina Celeste.

Dal Laghetto lo Strone scende a Cadignano e con corso molto tortuoso passa fra Scorzarolo e Verolavecchia per giungere, dopo un percorso di circa 10 Km, a Verolanuova.

L'ultimo tratto del fiume, di circa 8 Km, fra Verolanuova e lo sbocco sull'Oglio, è accidentato e con notevole pendenza. Lo Strone ha inizialmente piccole dimensioni e diventa via via più grande, per l'apporto di vari affluenti.

E' alimentato da rogge, da risorgive e da colatori irrigui: dalla roggia Fiumazzo nei pressi di Cadignano e dal Rio Lusignolo, che va ad incanalarsi nella Seriola del Molino prima di immettersi nello Strone dopo Scorzarolo. A Verolanuova viene alimentato dalla roggia Gambaresca.

Presso la Cascina Vincellate viene deviato con la "seriola comunale di Pontevico", destinata all'irrigazione. E' definito uno scolmatore naturale, con ampio paleoalveo.

Per le particolari ed importanti caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche è stato istituito il Parco Sovra comunale del fiume Strone, comprendente l'intero corso del fiume e le relative zone golenali.

La Moia a Verolavecchia parcostrone2_verolan.jpg

Il Parco Locale d'Interesse Sovraccomunale Fiume Strone, è un arealtà compresa nei territori dei Comuni di San Paolo, Verolanuova, Verolavecchia e Pontevico.

Con Deliberazione della Regione Lombardia in data 21/02/1990 n° 4/51888, ai sensi dell'Art. 34 della L.R. 86/1983 è stato riconosciuto come Parco Sovraccomunale.

Il Piano Particolareggiato di Attuazione delle norme è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n° in data 29/05/1990.

 

Allegati:

MODULISTICA UNIFICATA NAZIONALE

MODULISTICA UNIFICATA NAZIONALE

nuovi moduli edilizi unificati e standardizzati, approvati il 4 maggio e il 6 luglio 2017 in Conferenza Unificata, con Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali, sono stati adeguati alle normative regionali e approvati con deliberazione della Giunta regionale n. 6894 del 17 luglio 2017.

I Comuni hanno l’obbligo di adottare i moduli unificati e standardizzati approvati da Regione Lombardia e di adeguare i propri.

nuovi moduli edilizi regionali allegati alla delibera sono i seguenti:

  • Comunicazione di Inizio Lavori - CIL (Allegato 1)
  • Modulo unico da compilare a cura del titolare (Allegato 2)
  • Relazione tecnica di Asseverazione da compilare a cura del professionista (Allegato 3)
  • Soggetti coinvolti (Allegato 4)
  • Comunicazione di fine lavori (Allegato 5)
  • Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata - CILA (Allegato 6)
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA (Allegato 7)
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività alternativa al permesso di costruire - SCIA Alternativa (Allegato 8).
  • Permesso di costruire - PdC (Allegato 9)
  • Segnalazione Certificata per l’Agibilità - SCIA per l’Agibilità (Allegato 10)

Tutti i Modelli disponibili possono essere scaricati qui: MODULISTICA EDILIZIA UNIFICATA

Con la stessa delibera sono abrogati i moduli regionali precedentemente approvati con le delibere n. 3543 dell’8 maggio 2015 (CIL, CILA), n. 4601 del 17 dicembre 2015 (Dichiarazione di Inizio Attività - DIA) e n. 5909 del 28 novembre 2016 (PdC).

Riferimenti Normativi:

B.U.R. Lombardia, serie ordinaria n. 30 del 29.07.2017, "Modulistica edilizia unificata e standardizzata: adeguamento alle normative specifiche e di settore di Regione Lombardia dei contenuti informativi dei moduli nazionali per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività edilizia" (deliberazione G.R. 17.07.2017 n. 6894).

B.U.R. Lombardia, serie ordinaria n. 30 del 24.07.2017, "Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia" (circolare regionale 20.07.2017 n. 10).

Per approfondimenti si veda anche l'apposita pagina web della Regione Lombardia.

 

L'ORGANIZZAZIONE DEI DATI

Il modulo della SCIA

Il modulo della SCIA (compresa la SCIA alternativa al permesso di costruire) è organizzato in due sezioni: la prima è dedicata ai dati, alla segnalazione e alla dichiarazione del titolare (proprietario, affittuario etc.); la seconda parte è riservata alla relazione di asseverazione del tecnico: un percorso guidato indica tutte le possibili opzioni connesse alla realizzazione del progetto quando, contestualmente alla SCIA, è necessario presentare altre segnalazioni o comunicazioni (SCIA unica) o richiedere l’ acquisizione degli atti di assenso (SCIA condizionata). Infine una lista di controllo: il quadro riepilogativo della documentazione, che può essere essere generato “in automatico” dal sistema informativo, consente di verificare la presenza degli allegati necessari.
Questa modulistica, implementata su sistema informativo, consentirà a tecnici e cittadini di selezionare e compilare solo le opzioni di proprio interesse, creando un percorso telematico guidato e personalizzato.

I moduli della CILA e dell’Agibilità

I modulo della CILA e quello dell’agibilità sono più snelli e raccolgono in un unico documento le dichiarazioni del titolare, l’ asseverazione del tecnico e la lista di controllo (quadro riepilogativo).
Se, contestualmente alla CILA, sono necessarie altre comunicazioni, segnalazioni o autorizzazioni, i tecnici potranno compilare gli apposito campi (utilizzando le informazioni contenute nella relazione della SCIA e nella relativa lista di controllo).

Gli altri moduli

Completano il quadro il modello della comunicazione di fine lavori e quello per l’ inizio lavori per le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, che vanno rimosse entro 90 giorni.

L’allegato soggetti coinvolti

Infine, vi è un allegato comune a CILA, SCIA e CIL per i “soggetti coinvolti” e cioè gli altri eventuali titolari (ad es. i comproprietari), il tecnico incaricato e il direttore dei lavori ove previsti.

LE NOVITÀ

La modulistica per i titoli abilitativi edilizi, già adottata con precedenti accordi, viene adeguata alle novità introdotte dai decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016. Viene inoltre adottata la modulistica per SCIA ai fini dell’agibilitàche consentirà di eliminare i circa 150.000 certificati di agibilità che ogni anno sono rilasciati in Italia.

Tutto quello che non può più essere richiesto a cittadini e imprese

  • Non possono più essere richiesti certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede (per esempio i precedenti titoli abilitativi edilizi, gli atti di proprietà, la visura catastale e il DURC), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione (articolo 18, legge n. 241 del 1990).
  • Non è più richiesta la presentazione delle autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività. Ci pensa lo sportello unico del Comune ad acquisirle: è sufficiente presentare una domanda(CILA o SCIA più autorizzazioni)o le altre segnalazioni/comunicazioni in allegato alla SCIA unica (CILA e SCIA più altre segnalazioni o comunicazioni). In questo modo l’Italia si adegua al principio europeo secondo cui “l’amministrazione chiede una volta sola” (“Once only”).