IL PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO

Il Piano di governo del territorio (abbreviato in PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto nella Regione della Lombardia dalla Legge Regionale n. 12 dell'11 marzo 2005 della Lombardia. Il PGT ha sostituito il Piano regolatore generale come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l'assetto dell'intero territorio comunale.
Salvo deroghe, la legge prevedeva che tutti i comuni lombardi si dotassero di un PGT entro marzo 2009. A quella data solo il 5% dei 1.546 Comuni lombardi ha adottato il PGT. Il Consiglio regionale, preso atto della situazione, ha prorogato il termine al 31 marzo 2010 e successivamente di proroga in proroga (31/07/2011, 31/12/2013, ecc.) l'ultimo termine era fissato al 30 luglio 2014.

Il PGT si compone di 3 atti distinti:

Il DOCUMENTO DI PIANO definisce il quadro generale della programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle prime fasi del processo di elaborazione del PGT. Il documento di piano deve anche prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale. Questo documento deve anche evidenziare eventuali beni storici o ambientali di particolare interesse. Il documento di piano ha anche lo scopo di definire e pianificare lo sviluppo della popolazione residente nel comune. Tipicamente il documento di piano è il primo atto nella stesura del PGT.

Il PIANO DEI SERVIZI definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il comune necessita. Il piano dei servizi deve tenere conto della popolazione residente nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano. Il piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità di realizzazione dei servizi. Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall'entrata in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel programma triennale delle opere pubbliche. La Legge regionale lombarda n.12 dell'11 marzo 2005 prevede che, per comuni inferiori a 20.000 abitanti, sia possibile redigere un piano dei servizi intercomunale.

Il PIANO DELLE REGOLE definisce la destinazione delle aree del territorio comunale e in questo assomiglia un po' al Piano regolatore generale. In particolare individua le aree destinate all'agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e le aree che saranno soggette a trasformazione urbanistica. Il piano delle regole definisce anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali sono le destinazioni non ammissibili.

Il Piano di Governo del Territorio di VEROLAVECCHIA è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 19.10.2011  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 12 in data 21.03.2012 (Data efficacia)

1^ VARIANTE al Piano del Governo del Territorio in seguito all’approvazione del Piano Alienazioni e Valorizzazioni con Delibera del C.C. n°10 del 15/03/2017 con pubblicazione dell’avviso di  avvenuta approvazione sul B.U.R.L. n. 46 del 15/11/2017

Le TAVOLE MODIFICATE, saranno contraddistinte con la nota (*Modificata), mentre quelle oggetto di VARIANTE sono allegate in fondo all'elenco e saranno contraddistinte con la nota (*Variante).

 

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MODULISTICA URBANISTICA

CONTRIBUTO DI CONCESSIONE - ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE

DIRITTI DI ISTRUTTORIA

VALORI DELLE AREE EDIFICABILI

STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO

IL RETICOLO IDRICO MINORE

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

PARCO FIUME STRONE

SUAP

Allegati:

STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO

Del presente Studio Geologio Idrogeologico e Sismico sono stati analizzati gli aspetti sismici relativi al territorio comunale di Verolavecchia, come previsto dalla D.G.R. n. 8/7374 del 28 maggio 2008 recante “Aggiornamento dei criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del piano di governo del territorio in attuazione dell’art. 57 della L.R. n. 11 marzo 2005 n. 12”.
Sulla base degli esiti dell’analisi della componente sismica è stata aggiornata anche la “Carta di fattibilità geologica delle azioni di piano”: al mosaico della fattibilità, infatti, dovrebbero essere sovrapposte, con apposito retino, le aree soggette ad amplificazione sismica desunte dall’analisi specifica. Considerata la generale pericolosità sismica locale, tuttavia, per evitare l’apposizione di un reticolo uniforme che avrebbe ricoperto l’intera superficie comunale rendendo difficilmente leggibile la carta di fattibilità, lo scenario di pericolosità è stato solamente richiamato con apposita nota all’interno della legenda.
Ulteriore elemento oggetto di revisione è stata la cartografia dei vincoli di natura geologica, dalla quale scaturiscono elementi di fondamentale importanza per la costruzione del Documento di Piano e del Piano delle Regole. In particolare, gli elementi modificati rispetto alla cartografia geologica del 2003 sono:
1. il reticolo idrico minore e le relative fasce di rispetto, di recente definizione come da specifico elaborato redatto ai sensi della DGR 7868/2002 e s.m.i.;
2. le fasce di rispetto delle strutture di captazionea scopi acquedottistici.
In relazione a quest’ultimo aspetto si precisa che il pozzo in prossimità del plesso scolastico è stato chiuso (con conseguente decadimento delle fasce di tutela e di rispetto) mentre è stato perforato un nuovo pozzo (all’interno del centro abitato) per il quale la fascia di rispetto è stata ridotta a un raggio di 10 m, facendola coincidere con quella di tutela assoluta.
Le Norme Geologiche di Attuazione di cui al presente elaborato sono quelle già vigenti sul territorio comunale di Verolavecchia, redatte nel maggio 2003 e approvate dalla Regione Lombardia: si è proceduto quindi alla trascrizione delle stesse norme all’esclusivo scopo di renderne più agevole la consultazione all’interno degli elaborati del Piano di Governo del Territorio, modificandone esclusivamente i riferimenti normativi generali.

Lo Studio Geologio Idrogeologico e Sismico è stato approvato contestualmente al Piano di Governo del Territorio di VEROLAVECCHIA con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 19.10.2011  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 12 in data 21.03.2012 (Data efficacia)

 

IL RETICOLO IDRICO MINORE

Appartengono al reticolo idrico superficiale i canali e i corsi d’acqua che siano rappresentati nelle carte catastali e/o nelle cartografie ufficiali (IGM, CTR, DBT), anche non più attivi. Una volta proceduto alla ricognizione del reticolo idrico superficiale è necessario classificare i canali e corsi d’acqua in:

A. Naturali:

  1. i corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche
  2. i corsi d'acqua di origine naturale estesi verso monte fino alle sorgenti, anche se interessati da opere ed interventi di sistemazione idraulica realizzati dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici


B. Artificiali: 

  1. i canali di bonifica realizzati dalla pubblica amministrazione direttamente o mediante i Consorzi di Bonifica 
  2. i canali realizzati come opere idrauliche dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici 
  3. tutti gli altri canali da individuare come demaniali in base ad una specifica disposizione normativa 
  4. canali privati. 

Nella Tavola 1 è stato individuato l’intero reticolo idrografico e, nell’attribuzione delle competenze, è stato definito quello minore sulla base delle disposizioni della D.G.R. n. 7/7868 del 25.01.2002 e s.m.i.. In particolare, i corsi d’acqua inseriti nel reticolo idrico minore rispondono ad almeno uno dei seguenti criteri:

- sono individuati come demaniali nella cartografia catastale;

- sono stati oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici;

- sono rappresentati nella cartografia ufficiale (C.T.R. e I.G.M.);

- sono classificati pubblici e inseriti in specifici elenchi ai sensi del T.U. n. 1775/1933.

Per l’individuazione del reticolo idrico, oltre chea un rilievo diretto eseguito a piano campagna, sono state utilizzate sia le mappe del catasto terreni (N.C.T.) che quelle del cessato catasto disponibili presso gli uffici del Comune di Verolavecchia. Definendo e cartografando la rete idrografica è stata operata una logica semplificazione, escludendo da qualsiasi reticolo i canali funzionali ai singoli fondi agricoli (canali aziendali) all’interno dei quali la presenza d’acqua è solo saltuaria (stagione irrigua) o occasionale (eventi meteorici); al contrario, sono stati evidenziati quei corpi idrici la cui funzionalità idraulica e/o idrogeologica è elemento distintivo e/o di tutela per il territorio.

Il reticolo idrico presente sul territorio comunale è sinteticamente definito (in funzione della relativa competenza) nei seguenti elenchi:

Elenco 1

RETICOLO PRINCIPALE di COMPETENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA (allegato A della DGRL 01.10.2008 n. 8/8127)

BS001 Fiume Oglio

BS060 Fiume Strone

 

Elenco 2

RETICOLO MINORE di COMPETENZA DEL COMUNE DI VEROLAVECCHIA

VRV01 Acqua Troce

VRV02 La Testa

VRV03 Rio Fenilbasso

VRV04 Rio Lusignolo

VRV05 Roggia Aiguetta

VRV06 Roggia Arrivabene

VRV07 Roggia Cesaresca

VRV08 Roggia Mulino

VRV09 Roggia Provaglia

VRV10 Roggia Ugona

VRV11 Scolmatore dell’Acqua Troce

VRV12 Seriola Molino

VRV13 Vaso Fiume

VRV14 Vaso Lusignolo

 

Il R.I.M. Reticolo Idrico Minore è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n° 35 del 27.07.2009  ed è stato pubblicato sul B.U.R.L. n° 6 in data 09.02.2011 (Data efficacia)

Allegati:

 

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA

La Zonizzazione Acustica del Territorio è stata approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n°  del  

 

Allegati:

PARCO FIUME STRONE

Comunemente si dice che il fiume Strone nasce dal laghetto di Scarpizzolo (S.Paolo). In realtà, osservando le carte tecniche regionali si nota che nel Laghetto si immettono lo Strone Basso o Stronello e il Fosso Strone.

Lo Strone Basso nasce da sorgenti in località Corno a Nord di Scarpizzolo. Il Fosso Strone deriva dalla confluenza delle rogge Torcola e Fenarola nella quale confluisce la roggia Provaglia. La Fenarola nasce nella frazione di Gerolanuova in una località situata tra l'ex-cascina Mangiaine e la cascina Celeste.

Dal Laghetto lo Strone scende a Cadignano e con corso molto tortuoso passa fra Scorzarolo e Verolavecchia per giungere, dopo un percorso di circa 10 Km, a Verolanuova.

L'ultimo tratto del fiume, di circa 8 Km, fra Verolanuova e lo sbocco sull'Oglio, è accidentato e con notevole pendenza. Lo Strone ha inizialmente piccole dimensioni e diventa via via più grande, per l'apporto di vari affluenti.

E' alimentato da rogge, da risorgive e da colatori irrigui: dalla roggia Fiumazzo nei pressi di Cadignano e dal Rio Lusignolo, che va ad incanalarsi nella Seriola del Molino prima di immettersi nello Strone dopo Scorzarolo. A Verolanuova viene alimentato dalla roggia Gambaresca.

Presso la Cascina Vincellate viene deviato con la "seriola comunale di Pontevico", destinata all'irrigazione. E' definito uno scolmatore naturale, con ampio paleoalveo.

Per le particolari ed importanti caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche è stato istituito il Parco Sovra comunale del fiume Strone, comprendente l'intero corso del fiume e le relative zone golenali.

La Moia a Verolavecchia parcostrone2_verolan.jpg

Il Parco Locale d'Interesse Sovraccomunale Fiume Strone, è un arealtà compresa nei territori dei Comuni di San Paolo, Verolanuova, Verolavecchia e Pontevico.

Con Deliberazione della Regione Lombardia in data 21/02/1990 n° 4/51888, ai sensi dell'Art. 34 della L.R. 86/1983 è stato riconosciuto come Parco Sovraccomunale.

Il Piano Particolareggiato di Attuazione delle norme è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n° in data 29/05/1990.

 

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